Raccontare le migrazioni

in corso

Il progetto “Raccontare le migrazioni- Teatro e comunicazione interculturale per le scuole” si propone di sviluppare un programma per le scuole destinato a promuovere le competenze interculturali degli allievi e dei docenti. Iniziato a febbraio 2017, il progetto si svolge intrecciando, da un lato, il filone di una ricerca sociologica, storica e teatrale e, dall’altro, quello delle competenze pedagogiche di un gruppo di formatori di teatro.


La parte di ricerca accademica del progetto è affidata a di Ruth Hugerbühler (responsabile della Ricerca presso l’Accademia Teatro Dimitri e capoprogetto), Vicky Franco, Marco Marcacci, Veronica Provenzale, Paola Solcà e Demis Quadri. Il tema delle migrazioni viene affrontato tramite i metodi della sociologia, della storia e degli studi teatrali. Nello specifico, questa parte comprende:

- Sintesi delle ricerche storiche sui flussi migratori nelle terre ticinesi dal Cinquecento al Novecento;

- Analisi di uno specifico capitolo della storia della migrazione in Ticino concernente i “migranti culturali”, ossia il fenomeno dell’immigrazione da parte di artisti e intellettuali nel Locarnese, da inizio Novecento fino alla fine degli anni ‘80;

- Ricerca qualitativa sulle biografie di migranti residenti in Ticino sulla base di interviste narrative con una selezione di migranti (36 interviste approfondite, analizzate indagando non solo i motivi e le modalità dello spostamento e le esperienze di accoglienza nella società di arrivo, ma soprattutto l’integrazione della storia vissuta nella modalità di presentazione della propria biografia);

- Analisi delle corrispondenze nei quotidiani ticinesi sulla tematica della migrazione sull’arco di due mesi, con particolare attenzione all’analisi della cornice nella quale vengono proposti i contenuti ai lettori.

 Tutto questo materiale fornisce un quadro pluridimensionale di narrazioni e di punti di vista intessuti attorno al tema delle migrazioni, e serve anche a nutrire l’esperienza dei laboratori nelle scuole, che a loro volta sono strutturati contemplati nell’ambito di una riflessione sull’approccio teatrale e pedagogico a una delle grandi problematiche sociali delle culture di ogni epoca. 

 

Lo sviluppo della parte di progetto che ha luogo nelle scuole è affidata a un gruppo di attori ed esperti in pedagogia teatrale, composto da Lianca Pandolfini, Andrea Valdinocci, Kate Weinrieb e Hans-Henning Wulf, che svolgono un laboratorio teatrale con i ragazzi di due classi di scuole elementari (Ascona) e una di scuola media (Locarno-1). L’attività nelle scuole si sviluppa in più tappe:

- Settembre 2017: presentazione nelle scuole di uno spettacolo teatrale per ragazzi, ispirato dalla ricerca del progetto: migrazioni, partenze, frammenti di vite umane. 

- Settembre 2017-maggio 2018: laboratori teatrali a cadenza settimanale o bi-settimanale nelle scuole (due quarte di scuola elementare e una quarta di scuola media). Attraverso gli strumenti del teatro i ragazzi si confrontano con il “raccontare storie”: dai miti di creazione alle fiabe, dalle biografie altrui alla propria storia familiare. Le storie trattate hanno come punto focale il tema della diversità e della multiculturalità.

- Maggio-giugno 2018: preparazione e presentazione di un saggio finale degli allievi; le tre classi coinvolte nel progetto lavorano insieme a un evento comune.

- Settembre-dicembre 2018: valutazioni e analisi.

 

Scopo del laboratorio è doppio: elaborare una presentazione teatrale con gli allievi sul tema delle migrazioni e dare testimonianza di un programma di pedagogia teatrale per le scuole di vari livelli (scuola elementare e scuola media), componendo una serie di “best practices” rivolte a docenti interessati a lavorare con le loro classi sul tema delle migrazioni. Oltre agli obiettivi specificamente pensati per gli allievi e i docenti che vi partecipano, difatti, l’idea è di gettare le basi di un’offerta formativa che possa essere proposta in seguito anche in altre sedi di scuole elementari e medie. Le attività del laboratorio teatrale, con la loro forte componente pratica ed esperienziale, si prestano in generale a favorire processi di conoscenza e di sensibilizzazione perché permettono di sperimentare tematiche umane e sociali tramite un approccio che coinvolge la persona nella sua interezza e complessità, non solo attraverso le categorizzazioni della teoria e delle parole. Anche il tema delle migrazioni, quindi, può essere approfondito andando oltre le semplificazioni che dividono la realtà in un “noi” e un “loro” identificati attraverso stereotipi, timori e scarsa conoscenza reciproca.

 

Il progetto è parte del programma "BREF - Innovazione sociale" finanziato dalla Fondazione Gebert Rüf.


Pubblicazioni: La Rivista Locarnese e Valli, aprile 2017
                     "Progetto del mese SUPSI", febbraio 2018

                      Iride 4, aprile 2018

                      Tessiner Zeitung, 15 giugno 2018


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